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Racconti porno reali: Il vizietto di suor Teresa…

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Suor Teresa era una suora un po fuori dal comune. Era stata mandata in convento dalla mamma all’età di 10 anni perchè un pomeriggio l’aveva trovata in camera con una sua amichetta di giochi, entrambe con il vestitino alzato. La mamma di Teresa, preoccupata di questo fatto, decise che era meglio per la figlioletta stare lontana da ogni tipo di situazione compromettente e decise di spedirla in un convento di suore di clausura almeno finchè non sarebbe diventata adulta. Così Teresa crebbe non conoscendo i piaceri carnali. O almeno cosi sembrava. Perchè una volta fatta la preghiera serale e spenta la luce, suor Teresa sgattaiolava in un cunicolo segreto, che aveva scoperto per caso mentre puliva. Andava a far visita a Fra’ Luca e Fra’ Giovanni, entrambi giovani ragazzi che avevano subito la sua stessa sorte.

Teresa, Luca e Giovanni godevano dei loro corpi ogni sera come se fosse l’ultima. Teresa molto spesso si trovata a dover soddisfare i desideri di entrambi i ragazzi anche per 3 o 4 volte di fila e l’unico modo per nascondere le loro malefatte era ingoiare le prove dei loro incontri ed era ciò che Teresa puntualmente faceva con piacere. Una sera i gemiti sono più forti del previsto e questo incuriosisce Fra’ Antonio, un frate di mezza eta’ che aveva dedicato tutta la sua vita al convento. Conoscendo molto bene i cunicoli del convento, Fra’ Antonio sa esattamente dove sbuca ogni deviazione. In meno di 10 minuti, il frate curioso, si ritrova faccia a faccia con Giovanni e Luca mentre stanno scopando Teresa, occupandole tutte gli orifizi naturali. 

Fra’ Antonio ha la faccia rabbiosa. Quella suora spudorata stava peccando e lui doveva darle una bella lezione. Con uno scatto scansa i ragazzi, si alza la tonaca e inizia a scopare Teresa con forza e chiamandola ripetutamente puttana. Ma Teresa invece di sentirsi in colpa, si eccita. Ogni colpo del frate maturo, la fa gemere ancora di più di quanto avevano mai fatto i ragazzi prima. Fra’ Antonio tira fuori dalla tonaca un “gatto a nove code” un tipo di frusta con 9 lacci di corda annodati che serviva ad auto infliggersi punizioni.

Comincia a frustare la ragazza con forza mentre le urla “puttana peccatrice, la pagherai per i tuoi desideri carnali”. Ma lei urla di volerne ancora e fra’ Antonio l’accontenta sbattendole nel culo un bastone di dimensioni notevoli. La ragazza si contorce dal piacere, lacrime rigano il suo volto, ma continua a volerne di più. Allora si mette davanti la ragazza, le apre la bocca e le infila l’uccello duro direttamente in gola. Si fa spompinare finchè non esplode nella sua bocca e lascia la ragazza ancora gocciolante di umori distesa sul pavimento. Da quella volta, non passa notte che fra’ Antonio e suor Teresa non si divertano nei cunicoli del convento. A volte pare che Antonio leghi e frusti Teresa con delle cinghie di cuoio fino a lasciarle segni, ma lei ama sentirsi così e si eccita più che mai in queste occasioni.

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